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Informazioni per luso in sicurezza di cappe chimiche
Le cappe chimiche sono da considerarsi zone di potenziale pericolo, in quanto all'interno di esse possono svilupparsi atmosfere anche estremamente infiammabili, esplosive o tossiche. Per tale motivo la cappa deve essere mantenuta perfettamente efficiente.
Tutti i dati relativi alla manutenzione e alle verifiche di efficienza, vanno annotati cronologicamente con data su un registro allegato alla cappa e firmati da chi ha eseguito loperazione.
Una buona efficienza di una cappa utilizzata per il trattamento di sostanze tossico-nocive (etichettate con croce di SantAndrea e/o teschio), si ha quando laspirazione (preferibilmente distribuita sia in alto che in basso) garantisce una velocità frontale dell'aria aspirata non inferiore a 0.5 m/s; tali valori sono da intendersi riferiti a 40 cm di apertura del frontale e sono da controllare con cadenza annuale.
Per sostanze nocive (solo croce di Sant’Andrea) non volatili è possibile luso di cappa con velocità frontale dellaria fra 0,3 e 0,5 m/s .
N.B.: Nel caso in cui non si possa conoscere preventivamente la pericolosità di una sostanza, come può accadere in attività di ricerca, è sempre opportuno considerare i prodotti di reazione sconosciuti come potenzialmente pericolosi, prendendo di conseguenza le precauzioni del caso.
Ogni cappa dovrebbe essere dotata di spia luminosa che sia accesa quando la cappa è in funzione: le relative lampadine devono essere sostituite quando bruciate.
Lo schermo saliscendi deve essere mantenuto efficiente: annualmente vanno verificate ed eventualmente sostituite le funicelle dei contrappesi, oliate le carrucole, testati gli eventuali fermi di sicurezza. Tali verifiche vanno annotate nel registro allegato alla cappa.
Spesso una cattiva manutenzione del frontale può portare a spiacevoli infortuni (schiacciamenti delle dita, lesioni per frantumazione del vetro, ecc.) o ad un uso non efficace della cappa stessa (ad es. quando il frontale rimane bloccato alla massima apertura).
In genere la diluizione delle sostanze tossiche nell'aria aspirata non rende necessaria l'applicazione di impianti di abbattimento degli inquinanti volatili contenuti per le cappe ad espulsione d'aria, anche se sono consigliabili in caso di concentrazioni elevate di agenti particolarmente tossici.
Se presenti sistemi di filtrazione ad es. a carboni attivi, per quanto riguarda la periodicità della sostituzione, questa è funzione di diversi fattori (portata dell'elettroventilatore, tipologia di contaminante, ecc.), in ogni caso, in assenza di indicazioni più specifiche, va prevista la loro sostituzione almeno ogni 9-12 mesi, indipendentemente dallutilizzo della cappa.
I filtri devono essere asportati evitando possibilmente di produrre polvere; questi devono essere immediatamente inseriti in un doppio sacco di plastica che deve essere subito chiuso ermeticamente e poi essere eliminato con i rifiuti pericolosi (in Azienda Ospedaliera di Padova con i rifiuti pericolosi ospedalieri). Se è inevitabile che i filtri siano appoggiati sui piani di lavoro o sul pavimento, tali piani devono essere preventivamente ricoperti con un telo di plastica che poi sarà eliminato con i rifiuti pericolosi (in Azienda Ospedaliera di Padova con i rifiuti pericolosi ospedalieri).
Qualora, malgrado tutte le precauzioni, durante le operazioni si producesse polvere, essa non deve assolutamente essere rimossa a secco (come ad esempio con panno asciutto, scopa, aspirapolvere), ma esclusivamente con un panno inumidito con una soluzione di acqua e ipoclorito di sodio, partendo dalla zona più pulita verso il centro di quella più sporca, ripetendo la pulizia tre volte, e cambiando ogni volta il panno usato. I panni alla fine devono essere eliminati con i rifiuti pericolosi (in Azienda Ospedaliera di Padova con i rifiuti pericolosi ospedalieri).
E opportuno che ogni operatore alla fine di ogni utilizzo della cappa la pulisca usando prodotti specifici a seconda delle sostanze adoperate in modo da evitare rischi impropri per chi userà la cappa in tempi successivi.
Riferimenti
www.cehs.siu.edu/Chemical/CHP/vent%20Hoods.htm (Center for Environmental Health and Safety, Southern Illinois University).
www.people.memphis.edu/~ehas/fumehood.htm (University of Memphis).
keats.admin.virginia.edu/lsm/lse.html (University of Virginia, Laboratory Safety Equipment).
www.pp.okstate.edu/ehs/hazmat/labman/chapt2a.htm Ventilation Hood (Oklahoma State University, Environmental Health and Safety Office).
www.oehs.wayne.edu/OEH&S/cfh.html (Wayne State University Environmental Health and Safety Office).
offices.colgate.edu/chemmgt/fumehoodvalprog.htm (Colgate University, Environmental Health and Safety Office).
www.ehs.usu.edu/chemical/index.html (Utah State University).
www-portfolio.stanford.edu/104221 (Stanford University Stanford Safety Manual Cap.3, Engineering Control).
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REFERENCES:
© 2000 SPP - Università di Padova - Autori: Prof. Andrea
Trevisan, Prof. P.Bartolucci, Dott. Raffaele Polato, Prof.
Eugenio Calimani, Ing. Stefano Piovesan
Ultima versione: ottobre 2004
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